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CENNI STORICI SULL'ORIGINE DELLA DEVOZIONE DELLA BEATISSIMA VERGINE
MARIA AVVOCATA NOSTRA CHE SI VENERA NELLA CHIESA DI SAN NICOLA IN
PROSSEDI

lo scritto di Don
Augusto Lombardi
Siamo nel 1846 (136 anni fa). Era Vescovo di Ferentino Mons.
Bernardo Tirabassi. In occasione della Sua prima visita pastorale
ordinò la chiusura della Chiesa di San Nicola e aveva stabilito di
stendere il decreto per farla demolire del tutto perché "minacciava
rovina ed era addivenuta come stalla di animali" (Sono sue parole.
Quel decreto non fu fatto perché alcune pie persone promisero al
Vescovo che si sarebbero preso l'impegno di farvi qualche restauro e
di renderla nuovamente atta ad essere in qualche maniera officiata,
come fedelmente venne eseguito.
Accadde intanto un fatto nuovo. Sul finire del 1861 si stabilirono
vicino a detta chiesa due sacerdoti: il Rev. Don Angelo (Marchioni)
di Patrica , canonico della Collegiata " e il Rev. Don Gaspare Olmi,
missionario apostolico proveniente da Siena , chiamato dal Vescovo
per fondare una congregazione destinata ali 'istruzione della
gioventù più abbandonata del popolo. Per interessamento di questi
sacerdoti la chiesa venne ripulita alla meglio; fecero fare anche da
un illustre pittore il quadro di S.Nicola e il popolo ricominciò a
frequentarla regolarmente.
Nel mese di luglio del 1863 accadde in Vicovaro il prodigio del
movimento degli occhi dell'immagine della Vergine conosciuta sotto
il titolo di Avvocata Nostra ed essendo stato chiamato dal Vescovo
di Tivoli il missionario Don Gaspare Olmi, per predicare questi
innamorato della bellezza di quell’immagine volle far fare una copia
fedele all'egregio pittore Chiari di Roma, il quale nel dicembre
dello stesso anno {1863), finito il lavoro la portò a Prossedi.
Richiesto il permesso a Sua Ecc. Mons. il Vescovo l'lmmagine fu
esposta al culto nella Chiesa di i S.Nicola.
Venuto il maggio del 1864 l'allora arciprete Don Domenico Caprara,
di Supino, volendo solennizzare quel mese in modo straordinario,
portò il nuovo quadro della Madonna nella Chiesa Parrocchiale e lo
fece esporre sull'altare maggiore ed impegnò il Missionario, P.
Ubaldo Baldini a tenere un corso di predicazione che riuscì di
grande soddisfazione a tutto il popolo.
Il cinque giugno si chiudeva il mese di maggio e la sera stessa,
venne ricordata l'immagine nella Chiesa di S.Nicola , con una
processione improvvisata presente tutta la popolazione di Prossedi
con numerosi lumi e fiaccole.
Ci fu chi affermò di aver visto un qualche movimento degli occhi
durante il tempo in cui la Madonna si trovava nella Chiesa
Parrocchiale, ma di queste osservazioni non se ne fece conto alcuno.
Il giorno 6 giugno 1864 era il gran giorno stabilito dalla Vergine
Benedetta per la sua pubblica manifestazione. Alle ore dieci della
mattina, certi fanciulli del paese, stando innanzi alla Madonna
vedono in modo sensibilissimo che i suoi occhi si muovono.
Attoniti per la meraviglia, escono dalla Chiesa e annunziano ad
alcuni uomini il miracolo da loro osservato; i quali corsi nel luogo
diventano testimoni oculari di quel prodigio. In un baleno la
notizia su divulgò per tutto il paese. Si suonarono le campane a
festa e in breve tempo Clero e popolo erano, prostrati, attoniti e
riverenti, innanzi a quella adorata Immagine, tutti gridando,
piangendo, all'incessante manifestazione del miracolo.
In seguito a questo prodigio, talmente si destò la devozione verso
questa miracolosa Immagine, da parte della nostra popolazione e di
quelle vicine, che cominciarono ad arrivare carovane di gente in
forma di pellegrinaggio da paesi vicini e lontani.
E siccome ognuno era desideroso di fare una offerta alla Madonna sia
in danaro, sia in oggetti di valore; così si dovette formare una
commissione nominata da S.E. Mons. Vescovo il 10.6.1864, la quale
aveva il compito di raccogliere e conservare le offerte è i doni che
in seguito sarebbero servite per abbellire la Chiesa e ornare
l'altare dove si teneva esposta l'immagine della Madonna.
I primi membri di questa Commissione furono l'Arciprete don Domenico
Caprara , il Canonico Don Angelo Marchioni e il signor Antonio
Gabioli. Presidente della Commissione l'Arciprete Caprara.
Riunitasi questa commissione per la prima volta il 12 giugno 1864 ,
nella Casa dei Missionari (quella di.fronte alla Chiesa o quella di
Luigi Boinifazi ?), dopo che tutti i membri si dichiararono ben
disposti ad accettare l'incarico affidato loro da S.E. Mons.
Vescovo; poi decidevano: di aprire tre registri: il primo di
annotare le attestazioni giurate del prodigio; il secondo per
registrare le elemosine delle Sante Messe e il 3° per annotare le
donazioni sia in danaro che in oggetti .
Dai registri delle adunanze di quella Commissione composta dall
'Arciprete Caprara, dal Canonico Marchioni e dal Signor Antonio
Gabioli che si era assunto il compito di diffondere il culto della
Vergine e il decoro della Chiesa attraverso restauri ed ampliamento,
ho trovato alcuni fogli sparsi, ingialliti dal tempo e quasi
illeggibili. Ve ne dò ugualmente lettura perché dimostrano lo zelo e
il tenace impegno dei componenti la Commissione.
Eccone uno del 26 giugno, sempre del 1864.
"Essendovi molta probabilità, anzi morale certezza che nella
prossima Domenica ci possa essere grande concorso di forestieri a
visitare la Sacra Immagine, i sottoscritti componenti la Commissione
hanno risoluto di mandare a prendere alcuni confessori onde possano
prestarsi al bisogno dei devoti che vorranno accostarsi ai
Sacramenti, restando a carico della Cassa delle offerte, la sola
vettura, mentre per le cibarie e l'alloggio si sono offerti
spontaneamente i Signori Gabioli e un altro (di cui non sono
riuscito a leggere il nome) - Di più si è deciso di far accomodare
in modo più solido le porte della Chiesa.
In un 'altra adunanza tenuta il giorno 8 luglio 1864 scrivono: - I
sottoscritti riuniti in commissione nel solito luogo, riflettendo
che per provvedere alla festa che si ha intenzione di fare, ed anche
in bisogni più urgenti relativi al decoro della Santa Immagine, è
necessario costituire un fondo , perciò hanno risoluto di fare una
questua in campagna. Pertanto hanno destinato Attilio Masocco e
Francesco Poce i quali raccoglieranno quanto saranno loro per dare i
più devoti, obbligandosi i medesimi di consegnare ogni sera al Sig.
Canonico Marchioni il prodotto della questua.
E poiché è troppo giusto che le fatiche dei suddetti questuanti
siano compensate è giusto assegnare ai medesimi in ogni giorno di
questua la somma di baiocchi quindici.
Il 17 settembre 1864 la medesima Commissione decideva di far ferrare
e bussolare le rispettive porte laterali e di mezzo, essendovi un
offerta per l'oggetto di scudi 25 e baiocchi ottantacinque onde
rendere più decorosa la Chiesa di S. Nicola, ove si venera la
prodigiosa immagine di Ma SS.ma Avvocata Nostra.
E siccome l'offerta data dall'artista Luigi Trotta di Ceccano, il
quale si obbliga di eseguire tutto a forma del presentato disegno
per la sola somma di scudi 59, così i sottoscritti deputati hanno
risoluto di accettare la proposta.
Per il supplemento si è deciso di sopperirvi col sopravvanzo delle
fide sui maiali, ceduti dal Comune e colle elemosine che si potranno
raccogliere in seguito dai pii benefattori.
Manoscritto di Don Augusto Lombardi Parroco di Prossedi (? 1982) |