Prossedi Webcommunity La community dei prossedani

13Ago/14Off

Prossedi apre i suoi vicoli ai turisti

tratto da www.latinanotizie.it 

Musica, divertimento e sport. Sta entrando nel vivo la rassegna Prossedi d'Estate, il cartellone di appuntamenti che sta animando la stagione estiva prossedana. Dal 20 luglio scorso e fino al 14 settembre sono molti gli eventi che stanno richiamando visitatori dalle provincie di Latina e Frosinone ma anche dall'area romana. “Il nostro obiettivo è quello di far conoscere Prossedi e attrarre nuovi visitatori e vecchi amici tra i nostri vicoli” spiega Angelo Pincivero, sindaco di Prossedi, mentre spiega i dettagli di tutte le manifestazioni, poi si sofferma su Vicoli di Notte, l'evento che sabato 23 agosto richiamerà a Prossedi tanta gente. “Vogliamo aprire il centro storico del paese, far conoscere la storia e la cultura della nostra comunità – riprende il primo cittadino, insieme ai suoi collaboratori – le nostre chiese sono due gioielli, ma anche il resto del paese è da visitare e apprezzare: Vicoli di Notte sarà un viaggio tra storia, musica e sapori e ogni zona del paese avrà il suo stile gastronomico collegato e il relativo genere musicale. Ci sarà anche musica per bambini, giochi gonfiabili e tante altre situazioni tutte da vivere”. L'evento del 23 agosto potrà essere vissuto anche come un viaggio indietro nel tempo grazie alle guide che saranno a disposizione del pubblico per conoscere la storia e le leggende che avvolgono Prossedi e i suoi vicoli. L'appuntamento precede di un giorno la corsa a ostacoli Frangar Non Flectar, la gara che domenica 24 agosto (alle 18) vedrà protagonisti gli atleti che si confronteranno correndo per cinque chilometri lungo i saliscendi dei vicoli del paese dovendo superare ostacoli posti lungo il percorso sollevando pesi o trascinando ruote di trattore, tanto per fare qualche esempio. La rassegna Prossedi d'Estate si concluderà il 14 settembre con la passeggiata conclusiva sull'altopiano, prima ancora la festa Maria SS Avvocata (30 agosto) e la XVII Sagra della Capra (6 settembre). Per informazioni 347.8455977 oppure su Facebook cercando iVicolidiNotte. 

28Nov/12Off

Greco nel registro degli indagati

da Latina Oggi del 28 novembre 2012

Prossedi, l’inchiesta partita dalla verifica sulle ragioni per cui l’Amaseno risultasse contaminato

Greco nel registro degli indagati

L’accusa al sindaco: concorso nel danneggiamento. Inutilizzabili le acque del rio Serrapica

DA IERI, il sindaco di Prossedi Franco Greco è iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Latina per aver concorso al danneggiamento e reso inutilizzabili per l’uomo e l’ambiente, le acque del rio Serrapica che si congiunge al fiume Amaseno. L’inchiesta del sostituto procuratore Valerio De Luca è l’esito dell’indagine cui sono giunti gli uomini del Nucleo investigativo provinciale di polizia Ambientale e Forestale di Latina che, assieme ai Carabinieri di Prossedi avevano avviato una verifica sulle ragioni per cui l’Amaseno risultasse contaminato dalla presenza di acque provenienti da scarichi fognari.

Per capirlo, gli agenti del Nipaf, comandati dal dirigente Filadelfo Maglitto, si erano inerpicati tra i boschi della frazione Colli, avevano risalito il rio Serrapica dove avevano prima scattato foto, scoperto tubi fognari a cielo aperto, e dopo avevano invitato l’Arpa Lazio a fare i necessari accertamenti.

L’agenzia regionale non aveva potuto che confermare i sospetti iniziali: il corso d’acqua risultava carico di liquami inquinanti, convogliati dagli scarichi fognari dei residenti dei Colli. Liquami  che di certo non se ne stanno fermi lì, ma che raggiungono ogni giorno il fiume Amaseno, assieme al loro carico di veleni, colibatteri e streptococchi. Acque, quelle dell’Amaseno, utilizzate regolarmente sia per l’irrigazione dei campi che per l’abbeveraggio degli animali.

Una storia - avevano commentato a denti stretti gli investigatori - che andava avanti ormai da troppo tempo. Dal momento che, le amministrazioni che si sono succedute, dal 1990 ad oggi non sono riuscite a completare i lavori di convogliamento delle acque nonostante avessero ottenuto anche i fondi regionali per completare l’opera. Ma finora nessuna scelta è stata adottata. In più, dopo l’entrata in scena del Consorzio degli Aurunci nel 1995, e più recentemente dell’Acqualatina, nel 2009, il problema si è riproposto, facendo registrare l’inerzia della pubblica amministrazione che da una parte avrebbe negato la variante al piano regolatore, necessaria ad Acqualatina per realizzare l’impianto di depurazione, dall’altra, avrebbe proposto una soluzione progettuale sulla scorta di un’ordinanza sindacale indifferibile ed urgente, senza il necessario supporto tecnico-amministrativo che la legittimasse.

Elisa Fiore

16Nov/12Off

Morti bianche, nuova udienza

Latina Oggi, 15.11.2012

L’incidente di Prossedi costò la vita agli operai Domenico Cicciarelli e Lidano Monti
Morti bianche, nuova udienza
Va avanti il processo per la tragedia del crollo della cappella del cimitero di Prossedi

NUOVA udienza oggi, alle 9, presso il Tribunale di Latina, del processo che dovrà attestare le responsabilità nella tragedia del crollo della cappella del cimitero di Prossedi che costò la vita agli operai Domenico Cicciarelli e Lidano Monti.
Saranno ascoltati gli indagati, il tecnico del Comune, i rappresentanti dell’impresa, e i tecnici legati al progetto di ristrutturazione della cappella di fine ottocento e incaricati della sua esecuzione. C’è attesa da parte delle famiglie che ancora non conoscono l’esatta dinamica dell’incidente sul lavoro, trasformatosi in tragedia familiare e collettiva, su quanto potrà essere acquisito nel processo dalle dichiarazioni dei testi. «Si entra nella fase più cruciale dell’iter processuale - ha dichiarato l’ex senatore Maurizio Calvi, oggi consigliere comunale di Prossedi per la minoranza nell’auspicio che si arrivi a far quadrato sulla verità delle circostanze che portarono al disfacimento della struttura, mentre i due operai lavoravano sulle impalcature.
Era il 2 aprile del 2009. L’inchiesta della Procura della Repubblica fu attivata immediatamente .
Il lavoro era stato appaltato dal Comune di Prossedi, in base al maggior ribasso d’asta per un totale di 82 mila euro a fronte dei 130 mila previsti, ad una ditta locale, il cui titolare era peraltro imparentato con uno dei due operai deceduti. Tutto lo staff di cantiere con il tecnico progettista fu iscritto nel registro degli indagati. Oggi, di nuovo, l’auspicio di tutti è che la verità venga a galla per rispetto di chi non c’è più, delle famiglie e della comunità tutta di Prossedi che, al momento della tragedia, pianse e si disperò con i parenti delle vittime.

11Nov/12Off

Inquinamento ambientale, ascoltato Greco

da Latina Oggi del 10.11.2012

Prossedi, liquami del rio Serra Pica e dell’Amaseno: il Nipaf sente il primo cittadino

Inquinamento ambientale, ascoltato Greco

Nel corso d’acqua convogliati gli scarichi dei residenti della zona Colli

HANNO varcato il portone del palazzo comunale di Prossedi di buon’ora gli agenti del nucleo  ispettivo del Nipaf di Latina che ieri mattina hanno ascoltato il sindaco Franco Greco in relazione all’inquinamento ambientale del rio Serra Pica e dell’Amaseno.

Un corso d’acqua in cui sarebbero state convogliati gli scarichi fognari dei residenti della zona Colli.  Liquami che raggiungono poi il fiume Amaseno, assieme al suo carico di veleni, colibatteri e streptococchi.

Ed infatti i risultati dell’Arpa Lazio non hanno che confermato i sospetti degli agenti del nucleo ambientale Investigativo delle Guardie Forestali di Latina che durante l’estate scorsa avevano avviato la loro indagine assieme ai carabinieri di Prossedi supportati dai funzionari dell’Arpa, circa la mancata adozione di una variante per la realizzazione del depuratore da parte della  società Acqualatina.

Un fatto che le amministrazioni che si sono succedute, e come quella attuale, si sono rimpallate.  Secondo gli inquirenti il Comune di Prossedi nel lontano 1990 sarebbe riuscito ad ottenere fondi regionali per completare l’opera, tranne poi doversi arrendere dinanzi ad un bivio: decidere se costruire un piccolo depuratore più a valle, facendovi convogliare tutte le acque fognarie, oppure allungare la conduttura fino al vecchio depuratore.

Nessuna delle due scelte però è stata adottata. In più, dopo l’entrata in scena del Consorzio degli Aurunci nel 1995, e più recentemente dell’Acqualatina, nel 2009, il problema si sarebbe riproposto, facendo registrare l’inerzia della pubblica amministrazione che da una parte avrebbe negato la variante al piano regolatore, necessaria ad Acqualatina per realizzare l’opera, dall’altra – incredibile ma vero - avrebbe proposto una soluzione progettuale sulla scorta di un’ordinanza sindacale indifferibile ed urgente, senza il conseguente supporto tecnico-amministrativo che la legittimasse.

L’interrogativo si pone proprio a riguardo dell’incombente necessità. Perché le amministrazioni che si sono succedute fino ad oggi non hanno predisposto la variante urbanistica? Eppure non più tardi di un anno fa, dopo dall’adozione del nuovo Prg, l’attuale amministrazione proponeva una variante per un piano approvato in Regione solo due anni prima e per di più su un’area ristretta, a destinazione agricola. E non certo per pubblici servizi. Come mai finora sono stati disattesi proprio gli obblighi derivanti dalla tutela di una gestione oculata delle riserve ambientali? Quel depuratore, palesemente necessario, poteva davvero essere bypassato?

Elisa Fiore

26Set/12Off

Restyling di piazza Umberto I

da Latina Oggi del 26 settembre 2012

Prossedi, Calvi, Gizzi e Passarelli, strategie di recupero culturale

Restyling di piazza Umberto I

«Dopo i lavori di restauro spazi diversamente disciplinati»

PIAZZA Umberto I a Prossedi, gioiello urbanistico tra spazio aggregativo e monumento architettonico, va alla ricerca di una nuova identità che le permetta di essere in linea con la vecchia vitalità. Il gruppo consiliare di minoranza, composto da Maurizio Calvi, Giuseppe Gizzi, Nella Passarelli, ha presentato una proposta di analisi del problema all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Greco. Si parte dall’idea base di una piazza che ha sempre svolto nella storia un ruolo di grande interesse sociale, urbanistico e architettonico. C’è poi la constatazione di oggi di un piazza - contenitore in cui si muove l’operosità della gente di Prossedi e che è anello di congiunzione con il centro storico, quale cordone ombelicale, attraverso il quale ci si immette senza strappi urbanistici con il complesso del vissuto storico della città. Piazza Umberto I ha un nuovo look. Ed è da qui che bisogna partire per approfondire insieme alcune linee guida. La minoranza consiliare fa notare che la chiusura della piazza, così come oggi configurata, determina notevoli disagi all’intera popolazione con conseguenze anche economiche alle già precarie strutture commerciali della città. Tale spazio deve essere diversamente disciplinato con un limitato inserimento della circolazione delle macchine attraverso la presenza di limitate aree di parcheggio ad orario con l’installazione di parcometri a pagamento in modo da consentire il normale flusso di percorrenza verso il centro storico ossia verso le attività presenti: l’ufficio postale, le chiese parrocchiali, le strutture economiche presenti nel centro storico (esercizi commerciali, ambulatori, ristoranti). A Prossedi oltre il 60% della popolazione ha un età superiore al limite di 50 anni. Che cosa fare in concreto? L’amministrazione dovrebbe convocare tutte le rappresentanze commerciali della città in modo da favorire un leale confronto per migliorare la disciplina della piazza.
La struttura urbanistica, inoltre, senza un adeguato arredo urbano rimane priva di qualsiasi contenuto di natura urbanistico. Pertanto, l’ente locale dovrebbe investire risorse in tal senso.
Tale spazio dovrebbe essere utilizzato per l’inserimento di altre iniziative di natura economica tese a dare anche contenuti di carattere sociale. Perché non realizzare l’ultima domenica di ogni mese un mercatino dell’artigianato ed e all ’antiquariato? Calvi, Gizzi e Passarelli suggeriscono di dar vita ogni sabato mattina a un mercato dei prodotti dell’agricoltura, piante, sementi, attrezzi agricoli e produzioni orticole esclusivamente a km zero.
Nell’intento di favorire i termini di un reale confronto il gruppo ha chiesto all’amministrazione comunale di convocare un apposita riunione per approfondire e trovare soluzioni adeguate ai problemi sottoposti all’attenzione della città.
Mina Picone

25Set/12Off

Morti bianche, udienza rinviata

da Latina Oggi del 25.09.2012

Prossedi, gli avvocati della ditta, in qualità di responsabili civili, hanno chiesto l’estromissione

Morti bianche, udienza rinviata

Con il crollo della cappella del cimitero morirono Domenico Cicciarelli e Lidano Monti

6Apr/12Off

Prossedi, crolli al cimitero: quattro rinvii a giudizio

Fonte: www.dimmidipiu.it

E' stato messo un punto, il primo almeno, nell'iter giudiziario che deve accertare le responsabilità per la morte di Domenico Cicciarelli e Lidano Monti, i due operai di Prossedi che persero la vita nei lavori di ristrutturazione del cimitero cittadino.

Ieri, a poco più di tre anni da quel maledetto 2 aprile 2009, il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Matilde Campoli, ha rinviato a giudizio i quattro indagati: il titolare dell'impresa Armando Monti, il tecnico comunale Oliviero De Bellis, i direttori dei lavori Tommaso Agnoni e Carlo Bellato, difesi dai legali Palmieri, Lauretti, Misservile e Bellato. La prima udienza del processo si terrà il 24 settembre 2012, quando gli imputati dovranno comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Gabriella Nuzzi.
Domenico e Lidano, due operai edili di 46 e 52 anni, rimasero vittime di un grave incidente sul lavoro. I due uomini erano impegnati nei lavori di ristrutturazione di una piccola cappella votiva dell'Ottocento all'interno del cimitero di Prossedi, lavori la cui gara d'appalto pubblica era stata vinta da una piccola ditta locale, quella di Armando Monti, cugino di Lidano. Secondo la ricostruzione dei fatti, intorno alle 13.30, i due operai stavano lavorando su un'impalcatura esterna quando una parte del muro della cappella crollò, facendo precipitare il ponteggio sul quale si trovavano in quel momento. Per i due uomini non vi fu nulla da fare, morirono sul colpo schiacciati dalle macerie. Fin da subito, le circostanze dei due decessi destarono i sospetti del sostituto procuratore Luigi Spinelli e diedero vita all'inchiesta d'ufficio.
Spetterà ora al processo dare una risposta alla legittima richiesta di giustizia delle famiglie dei due operai edili.
S.T.

14Nov/11Off

«Dichiarazioni choc, il sindaco si dimetta

da Latina Oggi del 12 novembre 2011
Prossedi, le accuse dell’opposizione
«Dichiarazioni choc, il sindaco si dimetta»
ORMAI verso il sindaco Greco è attacco senza tregua da parte della minoranza di «Uniti per Prossedi».
I consiglieri comunali, Calvi, Gizzi, Passarelli, sono arrivati a chiedere le dimissioni, contestando la posizione del primo cittadino sulla tragica vicenda che ha investito i due operai edili, Domenico Cicciarelli e Lidano Monti, travolti dal crollo della cappella del cimitero.
«Le dichiarazioni rese dal sindaco – attestano congiuntamente i tre esponenti della minoranza - per tentare di giustificare la mancata costituzione del Comune di Prossedi nel processo per i morti sul lavoro ci hanno profondamente indignato come cittadini, prima ancora che come consiglieri comunali».
Non appare affatto condivisibile l’affermazione di Franco Greco che ha definito «priva di senso» l’eventuale costituzione in giudizio del Comune di Prossedi a fianco dei familiari delle vittime del crollo della cappella del cimitero avvenuto agli inizi di aprile 2009.
«Senza alcuna vergogna – osservano ancora i consiglieri d’opposizione – il sindaco ci ha spiegato che il Comune non può porsi oggi al fianco delle famiglie di Prossedi colpite da questa immane tragedia sul lavoro perché si sente più vicino ai destini degli indagati».
Una dichiarazione gravissima agli occhi della minoranza.
Essa equivale ad una esplicita assunzione di corresponsabilità da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale di cui si deve tener conto dal punto di vista processuale, politico e morale.
«Se non dovesse sopraggiungere una chiara smentita, il sindaco dovrebbe dimettersi immediatamente – puntualizza -
no Maurizio Calvi, Nella Passarelli, Giuseppe Gizzi. Le famiglie delle vittime e l’intera comunità di Prossedi devono sapere chi porta il peso di queste assurde morti sul lavoro e hanno diritto a trovare giustizia e verità. Noi non li lasceremo soli».
M.P.
14Nov/11Off

Operai morti, Comune in difficoltà

da Latina Oggi del 11 novembre 2011

GIUSTIZIA con il contagocce per le morti bianche di Prossedi. L’udienza del 10 novembre si è prospettata ininfluente ai fini dell’avvio del processo vero e proprio, rinviato alla data del 27 gennaio 2012. Ieri, presso il tribunale di Latina, si è avuta la prima forma istruttoria con la comparizione delle famiglie dei due operai morti nel crollo della cappella di
Prossedi il primo aprile del 2009. La rosa degli indagati -quattro in tutto - è apparsa incompleta nelle presenze.
Il Comune di Prossedi - che il consigliere comunale Maurizio Calvi aveva invitato a costituirsi parte civile - non era presente. «E’ una vergogna politica  - ha dichiarato l’ex senatore Calvi, al termine dell’udienza - che l’amministrazione comunale non si sia schierata a fianco delle famiglie e della comunità tutta, offesa e danneggiata dalla tragedia». Il sindaco di Prossedi, Franco Greco, dal canto suo è trasecolato. «Che senso avrebbe  - sottolinea - invitare il Comune a costituirsi parte civile, quando è stato il Comune a nominare i direttori dei lavori, ad aggiudicare l’appalto all’impresa e ad annoverare tra gli indagati il tecnico comunale?». Dunque, il Comune non si può costituire parte civile perché, se lo facesse, sarebbe come sconfessare se stesso. Per le famiglie di Domenico Cicciarelli e Lidano Monti, la giustizia servirà ad acclarare le responsabilità delle opere attorno alla cappella comunale, una struttura antica - da tutelare quindi sotto l’egida della soprintendenza - ma terribilmente fatiscente. Forse al posto del consolidamento, sarebbe stato meglio abbattere la volta e le vecchie mura. Ma questo è il senno del poi.
Oggi, il Comune di Prossedi ha inoltrato una richiesta alla Soprintendenza, insistendo - anche sulla base della consulenza di un tecnico, corredata di relazione - sui permessi per abbattere l’antico monumento e ricostruirla ex novo. «Sicuramente - ha commentato Greco - i costi per il Comune sarebbero decisamente inferiori!». E’ auspicabile che la Soprintendenza risponda presto, considerato che, rimanendo così le cose, la sicurezza del cimitero
non appare garantita. L’ente locale preferisce fare «tabula rasa» delle pietre antiche che continuare a rischiare sulle vite umane.
Mina Picone
7Nov/11Off

Infortuni, Comune parte civile

da Latina Oggi del 5 novembre 2011
La prima udienza fissata per il 10 novembre, due anni e mezzo dopo l’incidente
Infortuni, Comune parte civile

Morti bianche di Prossedi, l’appello del consigliere comunale Maurizio Calvi

PRIMA udienza sulle mortibianche di Prossedi a due anni emezzo dalla tragedia del crollodella cappella del cimitero. Unmomento da troppo tempo atteso da parte dei familiari diDomenico Cicciarelli e LidanoMonti, i due operai edili rimastisepolti sotto la coltre di pietre mentre si trovavano sulla impalcatura intenti alle opere di consolidamento. L’udienza, che si terrà presso il tribunale di Latina, è stata fissata al 10 novembre prossimo.

Si tratta del primo punto fermo nelle ricerca di risposte agli interrogativi seguiti alla morte di Domenico Cicciarelli e Lidano Monti, che eseguivano i lavori per conto di una impresa edile. «Giustizia e Verità - ha sottolineato Maurizio Calvi, consigliere comunale di minoranza, eletto nella lista ‘Uniti per Prossedi’ - sono parole chiave dell’aggrovigliata vicenda delle responsabilità che dovrebbero indurre il Comune a costituirsi parte civile». Il sequestro del cantiere, le ipotesi di reato formulate a carico della ditta, del responsabile della sicurezza, dei direttori dei lavori e di un funzionario dell’ufficio tecnico, il dolore delle famiglie che non hanno ancora ottenuto giustizia sono aspetti inquietanti di una vicenda giudiziaria ancora indefinita e nebulosa. Se il Comune si costituisse parte civile sarebbe come riconoscere che la comunità tutta fu lesa da quel dramma, verificatosi nella primavera di due anni e mezzo fa. L’ente locale - evidenzia Calvi - dovrebbe porsi accanto alle famiglie e non stare nel limbo come ha fatto finora. Sta di fatto che l’amministrazione comunale fu sentita, al momento della tragedia, come responsabile delle mancata sicurezza del cantiere e ci fu chi, urlando il suo dolore per la morte del proprio congiunto, puntò l’indice dicendo - ‘Me l’ha ucciso il Comune!’. Naturalmente, il telegramma con cui Calvi e Gizzi chiedono al Comune di farsi parte civile è da leggere in chiave politica: di un j’accuse verso la responsabilità di quelle morti bianche e verso il silenzio di oggi. Farsi parte civile sarebbe come riscattarsi dal non aver fatto niente per tutto questo tempo.

Mina Picone

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