Prossedi Webcommunity La community dei prossedani

14feb/120

Nevicata febbraio 2012

Le foto della nevicata di Maddalena Poce

15dic/110

Festa di Natale a Toronto

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Il Club Prossedano di Toronto ha tenuto domenica 11 dicembre 2011 la tradizionale festa di Natale. Un centinaio di persone si sono ritrovate allegramente per festeggiare insieme.

Le foto dell'evento realizzate a Pietro Palladini.

25nov/110

10 dicembre 2011: Sagra della zazzicchia

 

 

 

24nov/110

Prossedi in TV

Questa settimana (dal 21 al 26 novembre) su rete 4, la trasmissione "Ricette di famiglia" condotta da Davide Mengacci trasmetterà le immagini della provincia di Latina.

La trasmissione, che andrà in onda tutte le mattine a partire dalle ore 10.50, ha fatto tappa anche a Prossedi.

Il sito della trasmissione è http://www.tv.mediaset.it/rete4/ricette_di_famiglia/

24nov/110

Auguri da Tony Triconi

Come ogni anno, l'amico Tony Triconi, prossedano di Montreal, ci invia una nuova simpatica cartolina augurale ed il suo messaggio.

Notte di scoppi notti di botti gli auguri non sono mai troppi…

L'importante è lasciare indietro tutte le sconfitte e i dolori

e portare avanti solo le cose belle e i ricordi particolari...

Che questo 2012 sia per Voi Prossedani sparsi per il Mondo e non,

un anno da ricordare, ricco di tanta salute, gioia e serenità!

Questo mio augurio, é lieve e leggero, pieno d’amor, un augurio fatto con il cuor.

BUON NATALE  &   BUON ANNO

Tony Triconi da Montreal, Quebec; Canada.

14nov/110

«Dichiarazioni choc, il sindaco si dimetta

da Latina Oggi del 12 novembre 2011
Prossedi, le accuse dell’opposizione
«Dichiarazioni choc, il sindaco si dimetta»
ORMAI verso il sindaco Greco è attacco senza tregua da parte della minoranza di «Uniti per Prossedi».
I consiglieri comunali, Calvi, Gizzi, Passarelli, sono arrivati a chiedere le dimissioni, contestando la posizione del primo cittadino sulla tragica vicenda che ha investito i due operai edili, Domenico Cicciarelli e Lidano Monti, travolti dal crollo della cappella del cimitero.
«Le dichiarazioni rese dal sindaco – attestano congiuntamente i tre esponenti della minoranza - per tentare di giustificare la mancata costituzione del Comune di Prossedi nel processo per i morti sul lavoro ci hanno profondamente indignato come cittadini, prima ancora che come consiglieri comunali».
Non appare affatto condivisibile l’affermazione di Franco Greco che ha definito «priva di senso» l’eventuale costituzione in giudizio del Comune di Prossedi a fianco dei familiari delle vittime del crollo della cappella del cimitero avvenuto agli inizi di aprile 2009.
«Senza alcuna vergogna – osservano ancora i consiglieri d’opposizione – il sindaco ci ha spiegato che il Comune non può porsi oggi al fianco delle famiglie di Prossedi colpite da questa immane tragedia sul lavoro perché si sente più vicino ai destini degli indagati».
Una dichiarazione gravissima agli occhi della minoranza.
Essa equivale ad una esplicita assunzione di corresponsabilità da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale di cui si deve tener conto dal punto di vista processuale, politico e morale.
«Se non dovesse sopraggiungere una chiara smentita, il sindaco dovrebbe dimettersi immediatamente – puntualizza -
no Maurizio Calvi, Nella Passarelli, Giuseppe Gizzi. Le famiglie delle vittime e l’intera comunità di Prossedi devono sapere chi porta il peso di queste assurde morti sul lavoro e hanno diritto a trovare giustizia e verità. Noi non li lasceremo soli».
M.P.
14nov/110

Operai morti, Comune in difficoltà

da Latina Oggi del 11 novembre 2011

GIUSTIZIA con il contagocce per le morti bianche di Prossedi. L’udienza del 10 novembre si è prospettata ininfluente ai fini dell’avvio del processo vero e proprio, rinviato alla data del 27 gennaio 2012. Ieri, presso il tribunale di Latina, si è avuta la prima forma istruttoria con la comparizione delle famiglie dei due operai morti nel crollo della cappella di
Prossedi il primo aprile del 2009. La rosa degli indagati -quattro in tutto - è apparsa incompleta nelle presenze.
Il Comune di Prossedi - che il consigliere comunale Maurizio Calvi aveva invitato a costituirsi parte civile - non era presente. «E’ una vergogna politica  - ha dichiarato l’ex senatore Calvi, al termine dell’udienza - che l’amministrazione comunale non si sia schierata a fianco delle famiglie e della comunità tutta, offesa e danneggiata dalla tragedia». Il sindaco di Prossedi, Franco Greco, dal canto suo è trasecolato. «Che senso avrebbe  - sottolinea - invitare il Comune a costituirsi parte civile, quando è stato il Comune a nominare i direttori dei lavori, ad aggiudicare l’appalto all’impresa e ad annoverare tra gli indagati il tecnico comunale?». Dunque, il Comune non si può costituire parte civile perché, se lo facesse, sarebbe come sconfessare se stesso. Per le famiglie di Domenico Cicciarelli e Lidano Monti, la giustizia servirà ad acclarare le responsabilità delle opere attorno alla cappella comunale, una struttura antica - da tutelare quindi sotto l’egida della soprintendenza - ma terribilmente fatiscente. Forse al posto del consolidamento, sarebbe stato meglio abbattere la volta e le vecchie mura. Ma questo è il senno del poi.
Oggi, il Comune di Prossedi ha inoltrato una richiesta alla Soprintendenza, insistendo - anche sulla base della consulenza di un tecnico, corredata di relazione - sui permessi per abbattere l’antico monumento e ricostruirla ex novo. «Sicuramente - ha commentato Greco - i costi per il Comune sarebbero decisamente inferiori!». E’ auspicabile che la Soprintendenza risponda presto, considerato che, rimanendo così le cose, la sicurezza del cimitero
non appare garantita. L’ente locale preferisce fare «tabula rasa» delle pietre antiche che continuare a rischiare sulle vite umane.
Mina Picone
7nov/110

Infortuni, Comune parte civile

da Latina Oggi del 5 novembre 2011
La prima udienza fissata per il 10 novembre, due anni e mezzo dopo l’incidente
Infortuni, Comune parte civile

Morti bianche di Prossedi, l’appello del consigliere comunale Maurizio Calvi

PRIMA udienza sulle mortibianche di Prossedi a due anni emezzo dalla tragedia del crollodella cappella del cimitero. Unmomento da troppo tempo atteso da parte dei familiari diDomenico Cicciarelli e LidanoMonti, i due operai edili rimastisepolti sotto la coltre di pietre mentre si trovavano sulla impalcatura intenti alle opere di consolidamento. L’udienza, che si terrà presso il tribunale di Latina, è stata fissata al 10 novembre prossimo.

Si tratta del primo punto fermo nelle ricerca di risposte agli interrogativi seguiti alla morte di Domenico Cicciarelli e Lidano Monti, che eseguivano i lavori per conto di una impresa edile. «Giustizia e Verità - ha sottolineato Maurizio Calvi, consigliere comunale di minoranza, eletto nella lista ‘Uniti per Prossedi’ - sono parole chiave dell’aggrovigliata vicenda delle responsabilità che dovrebbero indurre il Comune a costituirsi parte civile». Il sequestro del cantiere, le ipotesi di reato formulate a carico della ditta, del responsabile della sicurezza, dei direttori dei lavori e di un funzionario dell’ufficio tecnico, il dolore delle famiglie che non hanno ancora ottenuto giustizia sono aspetti inquietanti di una vicenda giudiziaria ancora indefinita e nebulosa. Se il Comune si costituisse parte civile sarebbe come riconoscere che la comunità tutta fu lesa da quel dramma, verificatosi nella primavera di due anni e mezzo fa. L’ente locale - evidenzia Calvi - dovrebbe porsi accanto alle famiglie e non stare nel limbo come ha fatto finora. Sta di fatto che l’amministrazione comunale fu sentita, al momento della tragedia, come responsabile delle mancata sicurezza del cantiere e ci fu chi, urlando il suo dolore per la morte del proprio congiunto, puntò l’indice dicendo - ‘Me l’ha ucciso il Comune!’. Naturalmente, il telegramma con cui Calvi e Gizzi chiedono al Comune di farsi parte civile è da leggere in chiave politica: di un j’accuse verso la responsabilità di quelle morti bianche e verso il silenzio di oggi. Farsi parte civile sarebbe come riscattarsi dal non aver fatto niente per tutto questo tempo.

Mina Picone

12set/110

Successo per i vicoli del vino

Dal quotidiano "La Provincia" del 12.09.2011

"Non si deve criminalizzare l'alcol, bisogna insegnare ai giovani a bere bene. Un buon bicchiere di vino rosso durante il pasto non puo' fare male", lo ha detto Paola Fioravanti,presidente dell'Umao. (Unione Mediterranea Assaggiatori Oli) ed esperta di enologia, durante il convegno dedicato ai giovani e il vino che si e' tenuto nella cornice del palazzo baronale di Prossedi nell'ambito della manifestazione "I vicoli del vino". E sono stati oltre 10 mila - secondo le stime degli organizzatori - i visitatori che hanno affollato il borgo medievale per degustazioni di vini e cibi delle decine di aziende presenti. Tra le iniziative della due giorni, il convegno sull'immagine del vino nei 150 anni dell'unita' d'Italia, degustazioni di oli laziali e di traminer, il pregiato vino autoctono dell'Alto Adige. L' evento patrocinato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, dagli Assessorati all'Agricoltura e al Turismo della Regione Lazio, dall'Arsial, dai Comuni di Termeno, Roma, Latina e Prossedi, dalla Provincia di Roma e dalla Provincia di Latina, e'stato promosso dalle associazioni Amo L'Italia e Agroalimentare in Rosa in collaborazione con il Consorzio per l'Universita' "La Sapienza" di Pomezia, l'Associazione Amici della Val d'Orcia e il Club Amici del Traminer. L' appuntamento ha visto anche la partecipazione dell'Enoteca Italiana di Siena, il Consorzio del Vino Doc Orcia e l'Associazione Italiana Celiachia Lazio Onlus.

4set/110

Prossedi, bolletta gas da record: 30mila euro per un solo mese

Dal quotidiano "La Provincia" del 3 settembre 2011

A Prossedi il gas costa davvero caro. Devono averlo pensato i cittadini che si sono visti arrivare a casa bollette da migliaia di euro, o almeno quelli che non sono rimasti di sasso di fronte alle cifre a tre zeri.

Il caso più eclatante riguarda certamente quello riportato nella foto a fianco: 30.211 euro per un periodo non meglio precisato ma riconducibile, a quanto si intuisce, a maggio. E’ la bolletta che una famiglia di Prossedi si è vista recapitare pochi giorni fa. E non è l’unico caso registrato nel paese lepino. In effetti le bollette (non solo quelle del gas) non arrivavano in paese da qualche settimana, a causa dei noti problemi di organico di Poste italiane. Ma pochi giorni fa il postino «titolare» è tornato in servizio, e con lui sono tornate le bollette nelle case dei prossedani, anzi l’avviso di mancato pagamento per forniture che in realtà erano state saldate.
Superato lo shock iniziale, l’intestatario della fornitura ha chiesto spiegazioni alla Gdf Suez spa, subentrata alla Italcogim Energie, per sentirsi rispondere che si trattava di «un errore del sistema informatico» e che entro una settimana avrebbe ricevuto una lettera di scuse. Il minimo, in casi come questi. Come detto altre famiglie di Prossedi hanno ricevuto bollette - o meglio avvisi di mancato pagamento - simili che vanno da seimila a ventiquattromila euro. E tutti hanno ricevuto la stessa spiegazione, dopo aver letto però sulla bolletta un messaggio poco simpatico che minacciava l’interruzione della fornitura a seguito del mancato pagamento dell’importo.
Casi quantomeno anomali oltre che pericolosi, se si pensa ai tanti anziani che risiedono nel paese lepino che da un giorno all’altro si sono visti recapitare bollette a dir poco sproporzionate con tanto di minaccia di distacco. E se qualcuno, allarmato dal sollecito, avesse pagato? In questo caso le scuse servirebbero a poco.

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