8.03.2001

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Le notizie    
   
  Al Palladini stroncato da un infarto in Messico
  Aveva 57 anni. Stava giocando a golf. Choc e commozione tra l’opinione pubblica
   
  Toronto

Prima di dimettersi aveva detto: «Niente è per sempre. Se Mike (Harris) mi richiama io ritorno». Quel giorno non è mai arrivato.
Al Palladini è morto ieri alle 12,30 mentre si trovava in vacanza ad Acapulco, in Messico, stroncato da un infarto. Aveva 57 anni. Una morte improvvisa che ha scioccato il mondo politico e l’opinione pubblica. L’ex ministro per lo Sviluppo Economico, infatti, era andato in vacanza per rilassarsi dopo lo stress degli ultimi tempi causato da motivi personali. Stava per finalizzare il divorzio complicatissimo dalla moglie Romana e aveva deciso di allontanarsi dalla città per riposarsi per qualche giorno.
È morto nella Pierre Marquez Resort di Acapulco mentre giocava a golf, una delle sue grandi passioni. Insieme alle sigarette.
A dare la notizia della sua morte improvvisa è stato il premier Harris durante i lavori del caucus dei conservatori che si è tenuto nella cittadina di Gravenhurst. Choc e commozione erano visibili sui volti dei suoi ex colleghi, ma anche della comunità italiana per cui aveva fatto molto. «Non ci sono parole per esprimere il nostro dolore alla notizia della morte di Al Palladini. Era un esempio per tutti noi», ha detto commosso il leader federale del partito conservatore Joe Clark. «Al era un buon amico e un ottimo politico che aveva a cuore il distretto che rappresentava, ma anche Toronto e la provincia. Ci mancherà molto», gli ha fatto eco il sindaco di Toronto Mel Lastman.
Palladini finì sulle prime pagine dei giornali il mese scorso quando annunciò le sue dimissioni da ministro. Allora disse che lasciava l’incarico per motivi personali promettendo però di continuare a rappresentare il distretto di Vau ghanKingAurora, al Parla mento provinciale, fino a quando il premier non avesse trovato un sostituto. Cosa che Mike Harris non aveva intenzione di fare al momento. Aspettando il ritorno di uno dei suoi migliori amici, come ha ricordato anche ieri pomeriggio con la voce rotta dall’emozione.
Amava il Canada Al Palladini. E diceva sempre che si era candidato in politica proprio perché voleva ricambiare quanto il Paese aveva fatto per lui. La sua famiglia emigrò dal paesino di Prossedi, in provincia di Latina, nel 1954 quando lui aveva solo 11 anni. Divenne popolare per il suo fiuto negli affari: da solo, infatti, fondò una delle concessionarie più note della provincia, la Pine Tree Lincoln Mercury, a Wood bridge, nel cuore della comuni tà italiana dove tutti lo cono scevano per il famoso motto "Any Palladini is a Pal of mine".
Subito dopo essersi candidato nelle fila dei conservatori divenne ministro dei Trasporti. A Queen’s Park, tra i politici, gli analisti, i giornalisti era conosciuto soprattutto per il suo particolare senso dell’umorismo. E per le battute fuori dal comune. Come quella che fece un mese dopo la nomina a ministro quando disse che avrebbe usufruito dell’auto con tanto di autista anche se i disabili di Toronto avevano difficoltà a trovare mezzi di trasporto a causa dei tagli del governo. Quindi aggiunse: «Userò l’auto con lo chaffeur, almeno fino all’arrivo dell’inverno. Poi mi recherò a Queen’s Park con i miei due Husky e la slitta».
Piaceva alle tv Al Palladini. E alle telecamere che lo riprendevano a qualsiasi avvenimento a cui era partecipava. Come quando impugnò la pala per coprire di cemento di una delle tante buche che avevano spaccato l’asfalto promettendo che non sarebbe accaduto mai più, a costo di coprirle tutte di persona. A lui, inoltre, si deve la soluzione della vertenza con i camionisti che nell’autunno dello scorso anno hanno minacciato di scioperare e bloccare mezza città.
Ultimamente però la sua vi ta personale aveva preso il sop pravvento su quella politica. Prima nel 1995, quando una donna lo trascinò in tribunale sostenendo di aver avuto una relazione con il ministro da cui era nata una bambina.
A gennaio annunciò a sorpresa le dimissioni: il divorzio dalla moglie Romana aveva assunto risvolti piuttosto amari che lo impegnavano più di quanto si aspettasse.
Una decisione che il premier Harris accettò a malincuore.
Il figlio Franco è già partito per Acapulco per riportare la salma del padre a casa. I dettagli dei funerali saranno rivelati solo tra un paio di giorni.

Tania D’Amico